I New England Patriots sono caduti sul più bello e non resta loro che leccarsi le ferite: il Superbowl è andato ai New York Giants.
L'evento più importante del panorama sportivo statunitense, che ha tenuti incollati al video milioni di spettatori, è andato in scena a Phoenix: 17-14 il finale a favore dei vincitori, che non partivano certo con i favori del pronostico alla luce della strepitosa marcia degli avversari nella regular season.
Quello andato in scena nella nottata italiana era il il Superbowl numero 42. Una partita non bella ma tatticamente perfetta, con due grandi difese e pochissimi errori, decisa a 35" dalla fine da una meta di Burress dopo che New England, con Moss, era passata avanti a poco più di due minuti dallo scadere. I Patriots non riescono così ad eguagliare il record dei Dolphins del '73, campioni senza sconfitte (allora la stagione era più corta), si fermano a 18 vittorie di fila, e mancano il poker in sette anni (avevano vinto i tre anelli tutti con lo stesso scarto, tre punti, e prima del td dei Giants erano avanti di 4).
New York completa una seconda parte di campionato incredibile, centrando il terzo alloro con 11 vittorie consecutive fuori casa (il sorteggio li aveva indicati come squadra ospite) ed Eli Manning, qb della franchigia della Grande Mela, eletto Mvp dell'incontro, replica al fratello Peyton, lanciatore degli Indianapolis Colts, insignito dello stesso riconoscimento 12 mesi fa.
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