Scatta da Palermo la novantunesima edizione del Giro d'Italia che si presenta senza prologo ma con una crono a squadre di 28,5 chimoletri. Una passerella tra monumenti e bellezze panoramiche e artistiche che si ripeterà poi per altri due giorni con la tappa da Cefalù ad Agrigento l'11 maggio; da Catania a Milazzo il giorno dopo. Tutto questo per celebrare i miti dello sport, gli eventi che hanno segnato il territorio italiano, i grandi appuntamenti delle due ruote. Ogni tappa di questa edizione avrà un filo conduttore preciso, per arricchire il fascino della corsa rosa che rende omaggio a Marco Pantani.
Quattro le tappe di montagna. Tre gli arrivi in salita (Passo Fedaia, Alpe di Pampeago e Monte Pora) con una cronoscalata verso Plan de Corones. Si entra nel vivo, e forse si decide il Giro, tra il 24 e il 26 maggio: prima la Verona-Alpe di Pampeago; domenica 25 da Arabba al Passo Fedaia con la Marmolada; il giorno dopo da San Vigilio di Marebbe a Plan de Corones, 13,8 km a cronometro con il tratto finale sterrato che nel 2006 fu impossibile raggiungere. Il 30 maggio l'arrivo sul Monte Pora, lo stesso su cui nel 2004 si visse il duello tra Cunego e Simoni. Il finale sarà da brivido, perché il 31 maggio si affrontano Gavia (Cima Coppi a 2618 metri), Mortirolo e Aprica, con approdo a Tirano.
La novita dell'abolizione del prologo si accompagna con la scelta di non fare la classica kermesse finale di Milano, ma di puntare su una cronometro di 23,5 km da Villa Borromeo (Cesano Maderno) a Corso Venezia (Milano), per rendere vibrante la sfida sino all'ultimo metro.
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