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E' il Milan di Ancelotti
Il Milan risorge al Meazza, batte la Lazio per 4-1 al termine di una prova convincente e rialza la testa dopo due settimane da incubo. Ancelotti manda in panchina i due superacquisti Ronaldinho e Shevchenko, schiera un attacco giovane e viene ripagato: in rete vanno Seedorf, Zambrotta, Pato e Kakà. Illusorio pareggio biancoceleste ad opera di Zàrate: l’argentino, al quarto gol in tre partite, si muove bene, ma può fare poco contro un Diavolo così ispirato.

Avvio deciso dei rossoneri, che fin dai primi minuti cercano di mettere in chiaro chi comanda.
Ancelotti, che non può sbagliare, boccia di nuovo Shevchenko e Ronaldinho e si affida alla linea verde, con Pato e Borriello supportati da Kakà. La Lazio, decisamente più tranquilla con i sei punti già conquistati, ripropone in avanti il premiato duo Zàrate-Pandev, con alle spalle Mauri.

Seedorf e Kakà sembrano trovare le giuste combinazioni, Pato è vivo: il Diavolo c’è, e al 7’ passa già in vantaggio. L’olandese, servito da Kakà, vince un rimpallo, penetra nell’area biancoceleste e batte imparabilmente con il destro Carrizo. Il pallino del gioco è sempre nelle mani dei padroni di casa, ma i capitolini non stanno guardare e con un pressing alto tengono sempre sul chi vive la difesa rossonera: al 18’ ci prova Mauri dalla distanza, Abbiati è attento.

Al 26’ i capitolini raggiungono il pareggio: ribaltamento di fronte su un corner del Milan, Pandev indovina il corridoio per il velocissimo Zàrate che dalla sinistra infila la difesa di Ancelotti e batte sul primo palo Abbiati, non privo di colpe nell’occasione. Per l’argentino, rivelazione di queste prime giornate di campionato, è il quarto gol in tre partite di campionato. I meneghini non si scompongono e continuano a giocare, provando a impensierire Carrizo con Pato e Kakà, senza successo.

La pressione rossonera si concretizza al 35’, ma è necessaria una prodezza per battere nuovamente Carrizo: la firma Zambrotta, che dopo una discesa sulla destra fa esplodere un tiro ad incrociare da oltre i 30 metri, che passa inesorabilmente alla destra del numero uno biancoceleste, 2-1.

La Lazio è comunque viva, e allo scadere ci prova Kolarov su punizione dai 30 metri, palla alta


Nell’intervallo niente cambi, la ripresa si apre sullo stesso canovaccio del primo tempo, con il Milan che fa gioco e la Lazio di rimessa. Al 49’ San Siro, preoccupato dalle incursioni di Zàrate, esulta ancora una volta: Jankulovski dalla sinistra trova Pato, che di testa anticipa il suo marcatore e trafigge Carrizo per la terza volta. E’ il colpo del ko per gli uomini di Delio Rossi, che praticamente smettono di giocare, lasciando solo spazio all’iniziativa meneghina.

Milan sul velluto, anche Kakà vuole gloria: prima il Pallone d’Oro uscente impegna Carrizo da fuori area, poi al 60’ trova il poker disegnando una splendida parabola dai 25 metri che si incastona all’incrocio dei pali alla sinistra di Carrizo. Il Milan, sulle ali dell’entusiasmo dopo due settimane da incubo, non smette di pressare a tutto campo.

Dentro anche Ronaldinho per Pato nel finale di partita: il brasiliano non sembra troppo in condizione, passeggia in mezzo al campo, ma colpisce una traversa verso la fine del tempo. Nell’ultimo quarto d’ora è comunque la Lazio a ritrovare fiducia e a provarci con Pandev: Abbiati salva d’istinto il 4-1. Al triplice fischio il risultato è invariato: il Meazza riaccoglie i suoi campioni.

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