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Ibra affonda i campioni
La Svezia batte la Grecia per 2-0 a Salisburgo. Una perla dell’attaccante dell’Inter, Ibrahimovic, sblocca il match, fino a quel momento chiuso, poi per gli scandinavi raddoppia Hansson. Ellenici troppo rinunciatari.

Scocca l'ora dei campioni d'Europa. La Grecia di Rehhagel, artefice del miracoloso successo del 2004 in Portogallo, si presenta in Svizzera alla caccia di una nuova impresa: di fronte la Svezia guidata da Lagerback. Il tecnico tedesco opta per un 3-5-2 molto coperto con la difesa capitanata dall’ex romanista Dellas e l’attacco affidato al duo Gekas-Charisteas, eroe degli scorsi eruropei. Nella formazione della Svezia è titolare l’interista Ibrahimovic, in dubbio fino all’ultimo momento per il problema perdurante al ginocchio. Il nerazzurro fa coppia con l’eterno Larsson.

Il primo tempo è un incontro di scacchi. La gara è molto tattica, il ritmo è lento, e soprattutto gli ellenici, che marcano a uomo Ibrahimovic, preferiscono mantenere un atteggiamento attendista. Gli svedesi dal canto loro si affidano principalmente al lancio lungo alla ricerca degli attaccanti: nella prima mezz'ora non accade nulla.

Al 33’ il match sembra accendersi: Ibrahimovic sorprende la chiusissima difesa greca con un colpo di testa che finisce poco alto sopra Nikopolidis. Immediata la risposta degli uomini di Rehhagel, che insidiano Isaksson con Gekas, poi, ancora, la noia.

I greci, evidentemente privi di idee, fanno circolare palla lentamente in difesa, gli svedesi non pressano e li attendono: il pubblico di Salisburgo insorge e sommerge di fischi i 22 in campo. Nel finale un guizzo del capitano della Grecia Basinas costringe Isaksson a una deviazione in calcio d’angolo.

Nella ripresa subito Samaras al posto di Gekas, ma la partita non cambia copione, e rimane soporifera. La tattica ellenica è quasi irritante: difendono tutti, anche il "bomber" Charisteas, e la palla viene scaraventata in avanti. Non è certo meglio la Svezia, che non riesce ad imbastire azioni offensive e mostra un grave imbarazzo nel possesso palla.

La gara si trascina fino al 65’, poi, finalmente, l’invenzione del campione che sblocca l’incontro: non poteva essere altri che Zlatan Ibrahimovic, che prende palla da Larsson al limite e fa partire un diagonale che trafigge imparabilmente Nikopolidis. Grande rete del nerazzurro, che ritrova il gol in nazionale dopo due anni e mezzo. Subito fuori l’interista, stravolto, dentro Elmander. E la Svezia raddoppia quasi subito, sfruttando un clamoroso errore difensivo ellenico, nella carambola insacca Hansson.

La Grecia, tramortita dall’uno due, non ha la forza di reagire: tutto quello che riesce a creare è una discesa di Torosidis dalla sinistra, ma il tiro del giocatore di Rehhagel è ben controllato da Isaksson. Triplice fischio, la Svezia raggiunge la Spagna in testa alla classifica del girone D.

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