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Lechthaler si riprende Siena
E' nato a Mezzocorona il 23 gennaio 1986, ma da una vita è un giocatore della Mens Sana Basket. Per Luca Lechthaler, 206 centimetri di fisico possente, sarà una stagione molto particolare. Una stagione da "figliol prodigo" visto che la Montepaschi lo ha mandato lo scorso anno in prestito Montegranaro per richiamarlo poi in estate. "Lec" è tornato a Siena dopo un campionato da 4.4 punti e 3.8 rimbalzi in 13 minuti ed ha intenzione di continuare a crescere, non solo a livello statistico.

"Credo di avere acquisito maggiore esperienza" conferma al club campione d'Italia il pivot. "Stare in campo mi è servito molto. Ho fatto dei piccoli passi in avanti ma ho ancora molto da lavorare. E ogni giorno c'è un'occasione: dal minuto in campo durante la partita al singolo allenamento. C'è sempre da imparare per riuscire a far bene in questa grande società".

"Abbiamo voglia di giocare e la partita con Cantù sarà subito molto interessante, sia per la squadra che per i tifosi. E' vero, è stata un'estate strana. Ma ci ha caricato molto, siamo pronti. Sinceramente non abbiamo parlato molto di quello che è successo nel basket italiano. Abbiamo pensato soprattutto ad allenarci e anche a divertirci. Penso che questo sia uno dei nostri punti di forza: andare in campo e divertirci".

"Mi è sembrato di tornare in famiglia. Perché di questo sostanzialmente si tratta. La società ci trasmette attraverso il coach questa sensazione, il fatto di essere una famiglia. Ed è un fattore importante che si proietta poi sul campo. Non ci risparmiamo mai neppure in allenamento e questa compattezza, questo affiatamento che giorno dopo giorno è aumentato ci aiuta a raggiungere livelli alti che si possono ottenere solo con un profondo impegno".

"C'è solo l'obiettivo di squadra. Poi è chiaro che sono contento quando mi viene da data l'opportunità di giocare e di far bene. Siena è l'unica società in Italia che punta ed investe molto sui giovani per portarli al massimo del loro livello. Ci sono tanti che giocano nelle leghe più alte, dall'A2 alla B1 e, ovviamente, in Serie A. Per quanto riguarda la discussione sul poco spazio che i giovani italiani hanno a disposizione, io rispondo che il primo criterio è quello di dare il massimo, ma soprattutto dimostrare di essere giocatori da Serie A. La nazionale? Mah, sinceramente non mi pongo mai obiettivi se non quello di lavorare giorno per giorno. Quello che viene è tutto di guadagnato. L'unica cosa a cui penso è quella di presentarmi alla stagione nuova nel miglior modo possibile".
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