La decisione Consiglio Federale di escludere Napoli e Capo d'Orlando dalla prossima serie A non è certo piaciuta ai presidenti delle due società, che attraverso due comunicati al vetriolo dicono la loro.
"Adesso basta! Questa incredibile decisione presa in totale dispregio di una città e di una piazza importante come Napoli, nonché le amarezze accumulate in questo ultimo periodo, mi spingono a drastiche e indifferibili sofferte decisioni - dice il patron partenopeo Mario Maione -. E' arrivato il momento di mollare tutto e lasciare, a chi sarà più fortunato, questa mia creatura. Per questi lunghi ma indimenticabili sette anni ho da solo, e ribadisco da solo, sostenuto con le mie forze questa immensa passione, rilanciando ad alti livelli la pallacanestro a Napoli e contribuendo in maniera determinante alla crescita di tutto il movimento cestistico regionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Certo avrò commesso qualche errore, come l'anticipazione di alcuni milioni di euro per partecipare all'Eurolega, somma di cui oggi il club è ancora creditore, ma chi non opera non sbaglia e senza mai poter contare sul concreto contributo delle istituzioni locali e delle forze politiche, sono sempre cocciutamente andato avanti da solo nell'esclusivo interesse della città di Napoli e dei suoi impareggiabili appassionati di basket. Ed è proprio a loro che voglio rivolgere un sentito e commosso personale ringraziamento per tutto quello che hanno fatto nei confronti della mia squadra in questi anni. Ed è esclusivamente per loro che saranno comunque intraprese in tutte le sedi competenti le più opportune azioni per tutelare fino in fondo il nome della città e del Basket Napoli vittime di una decisione assurda, ingiusta e incomprensibile".
"Posso dire e assicurare che il 5 ottobre Capo d'Orlando giocherà a Cantù come previsto dal calendario - fa invece sapere il presidente dell'Orlandina Enzo Sindoni -. Siamo in Serie A e ci resteremo, questa è una decisione che contesteremo a ogni livello, perché si tratta nel nostro caso di pagamenti non effettuati e quindi scaduti, ma abbiamo dimostrato e torneremo a dimostrare che il pagamento non era dovuto. Il provvedimento è stato stimolato dal fatto che un campionato a 17 squadre sarebbe stato un problema per tutti, ma Capo d'Orlando non è un agnello sacrificale, richiederemo quindi immediatamente la sospensiva della delibera al tribunale amministrativo competente e ricorreremo alla Camera di Conciliazione. Sono convinto che ci metteremo poco a riaffermare le nostre ragioni".
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