 Guus Hiddink, il commissario tecnico della Russia e autentico santone della panchina, è nato Varsseveld l'8 novembre 1947.
Da calciatore, nel ruolo di centrocampista, ha esordito a 20 anni con la maglia del De Graafshaap, club in cui è ritornato dopo un un'esperienza al Psv Eindhoven, e dove ha chiuso la carriera nel 1982 dove aver giocato, oltre che nel Nec Nijmegen, anche negli Stati Uniti con i Washington Diplomats e i San Josè Earthquakes. E' stato però da allenatore che ha ottenuto le maggiori soddisfazioni. Nel 1987 è approdato al Psv come vice, poi, nella stagione successiva, è stato promosso al ruolo di tecnico e ha trascinato la sua squadra alla Coppa dei Campioni (1988), e a tre titoli consecutivi di Eredivisie sancendo l'ingresso della società di Endhoven nell'élite, non solo olandese, ma anche europea. Dopo l'esperienze con Fenerbahce e Valencia, nel 1995 è diventato ct dell'Olanda, che ha lasciato dopo il quarto posto ai Mondiali di Francia '98.
Dimenticata la brutta parentesi al Real Madrid, Hiddink è stato insediato sulla panchina della nazionale della Corea del Sud che ha guidato al quarto posto nei mondiali casalinghi. Ultimo grande vanto internazionale, prima di diventare ct della Russia, è stato l'approdo agli ottavi di finale con la nazionale australiana nella rassegna iridata di Germania 2006. Intanto, tra il 2002 e il 2006, è stato ancora allenatore del Psv con cui ha centrato tre titoli nazionali e buone prove in Champions League. Hiddink ha già dimostrato di saperci fare, con la Russia è solo a metà dell'opera.
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