L'Austria torna in corsa per una qualificazione ai quarti dell'Europeo grazie ad un rigore in pieno recupero trasformato da "nonno" Vastic, che permette agli uomini di Hickersberger di riacciuffare sull'1-1 in extremis la Polonia, passata in vantaggio con Guerreiro, e di continuare così a sperare.
In campo la posta in palio è alta e nei primi minuti i due schieramenti badano più a difendersi che ad attaccare. Ma presto i padroni di casa prendono in mano le redini del gioco e già nel primo quarto d'ora Boruc è chiamato a tre interventi prodigiosi, aiutati a dire il vero dalla scarsa precisione degli avanti austriaci. Dopo aver respinto una punizione di Ivanschitz, il portierone del Celtic si supera infatti per ben due volte su Harnik e blocca un contropiede Leitgeb, mettendo così pezze decisive agli errori di una difesa davvero disattenta.
Quattro occasioni, tre davvero nitide, si pagano se non si sfruttano. E così, se non proprio al primo affondo (anche la Polonia qualche volta dalle parti di Macho si era presentata), gli uomini di Beenhakker passano: è la mezzora, Smolarek crossa dalla sinistra, Saganowski stoppa tutto solo in area, salta un uomo e rimette al centro, Macho non ci arriva e per Guerreiro (in posizione però irregolare) è un gioco da ragazzi mettere dentro. Colpita nel morale, l'Austria non riesce più a rendersi davvero pericolosa nel finale della prima frazione e dalle tribune dell'Ernst Happel Stadion piove anche qualche ingeneroso fischio.
Anche al rientro dall'intervallo l'undici di Hickersberger spinge con generosità, ma col passare del tempo la stanchezza si fa sentire. Ivanschitz si lamenta subito per un contatto in area sul quale Webb lascia correre, Harnik prova invece a riscattarsi in qualità di uomo assist, ma nessun compagno sfrutta le sue sponde. Dall'altra parte è invece più concreto Smolarek, sul cui sinistro fa però buona guardia Macho, che praticamente inoperoso nel primo tempo si deve invece superare a metà ripresa per ben due volte nella stessa azione, prima su Golanski e poi su Dudka.
Entrano Vastic (ovazione per la trentottenne bandiera) e Kienast, poi toccherà anche a Saumel, ma l'Austria non riesce a scuotersi ed è anzi ancora Macho a mettersi in evidenza respingendo una sassata su punizione di Krzynowek. Qualche schema mal giocato da palla inattiva, tanti corner infruttuosi e un paio di mischie nell'area polacca non spaventano Boruc. La difesa di Beenhakker sembra così reggere fino alla fine, ma proprio al terzo minuto di recupero Webb concede un generoso rigore per una ingenua trattenuta di Lewandowski e dal dischetto Vastic fulmina Boruc. Finisce 1-1, la Croazia è già ai quarti, la Germania ringrazia, Austria e Polonia però non sono ancora fuori.
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